Potenza relativa e assoluta.
Jack Ventura: Se vi state chiedendo da dove deriva il titolo di questo post, fate un passo indietro e scoprirete anche perché la potenza di cui sopra si riferisce al successore dell’S100/Jam: l’S200/Jamin (alias HTC Prophet). Nel post precedente, infatti, annunciavo che avrei acquistato un S100… in effetti ho acquistato un i-Mate Jam, e l’ho anche usato (con grande soddisfazione) per alcune settimane, finché il mio amico FlashBlack non ha deciso di passare all’S200 spingendomi, dopo innumerevoli elogi della nuova macchina, a dare via anche questo ennesimo gioiello di tecnologia e pensare, appunto, all’acquisto del suo degnissimo successore.
Tornando al titolo, comunque, gli aggettivi ‘relativa’ e ‘assoluta’, invece, fanno riferimento a un thread che sta infuocando molti forum da prima che il nuovo PDA-phone arrivasse sul mercato, e che sembra accendersi ancora di più ora che c’è chi ha potuto provarlo per un certo tempo e si sente di esprimere un giudizio sulla sua… usabilità.
Se c’è chi, infatti, si aspetta di trovare particolarmente lento il nuovo S200/JAMin (magari influenzato dagli ingiusti e non completamente realistici benchmark apparsi in giro), coloro che lo hanno acquistato e lo usano hanno notato, invece, un sensibile miglioramento nella gestione combinata dei due aspetti tipici di qualsiasi PDA-phone: la parte dedicata alla comunicazione e quella del palmare vero e proprio.
In realtà non è stato dedicato troppo spazio (e comunque non quanto meritava) a questo componente fondamentale della nuova architettura, il processore OMAP 850 di Texas Instrument, già visto sull’HTP Prodigy (alias QTek 9100). Sebbene rappresenti un ‘passo indietro’ rispetto ai processori XScale di Intel e per la sua minor potenza di calcolo (200 MHz), l’OMAP 850 ha dalla sua un doppio ‘nucleo’ (’core’) che gli permette di suddividere il carico dell’eleborazione relativamente ai diversi compiti svolti da un tipico PDA-phone, amministrando in modo più razionale ed efficiente la parte ‘comunicazione’ e quella ‘informatica’ del dispositivo.
In questo modo, seppure risulti evidente il calo di potenza nell’avvio di alcune applicazioni (ma non nell’utilizzo) o nella gestione di altre (soprattutto videogiochi dove si fa un uso intensivo della grafica), l’uso quotidiano offre invece una praticità e una stabilità mai viste prima, con un effetto positivo su funzioni come la navigazione Web o l’uso della parte smartphone in generale, così come sull’assenza di reset e di blocchi. Le testimonianze di chi ha adottato il Jamin o l’S200 parlano chiaro: dal primo giorno nessun blocco o riavvio di alcun tipo.
La presenza di questo processore ‘dual core’, unita all’adozione di un tipo di memoria a stato solido (meno veloce di quella classica, ma esente dalla cancellazione dovuta all’assenza di alimentazione), offrono una gesione ottimale dei consumi e l’ambiente ideale per il nuovo sistema operativo Windows Mobile 2005 che, non dimentichiamolo, è stato progettato per migliorare anche l’utilizzo dei dispositivi ‘con una mano sola’, ideale per chi vuole ottenere il massimo dell’efficienza e della rapidità d’uso.
Come se tutto ciò non bastasse, il successore del Magician offre un’ergonomia e una ‘presa’ che non temono confronti, e quel look ‘black’ che non può farci innamorare e che nel modello di i-Mate raggiunge l’apice persino nei tasti di controllo.
Insomma, avrete capito quale sarà il mio prossimo PDA-phone, vero?
13 June 2006 alle 11:37
[…] MHz), anche l’esperto del settore che si cela dietro lo pseudonimo Jack Ventura, evidenzia nel suo blog l’utilizzo da parte del produttore HTC di un’architettura dual core (ossia a doppio nucleo) che divide […]